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Ananawi: Antonio Capriotti racconta canzoni, animazione e AI

Cinque domande al fondatore di Ananawi sulla scrittura per i più piccoli, i personaggi animati e le scelte creative nella produzione con intelligenza artificiale.

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27 ottobre 2026 · 8 min di lettura

Ananawi: Antonio Capriotti racconta canzoni, animazione e AI — immagine editoriale
Ananawi — immagine ufficiale fornita e autorizzata da Antonio Capriotti

In Ananawi, canzoni e animazione accompagnano i piccoli momenti quotidiani: il gioco, il riordino, il tempo trascorso con i nonni. Antonio Capriotti, ideatore del progetto, racconta a Radio9 come sceglie le parole, immagina i personaggi e rivede una produzione prima di considerarla conclusa.

Dopo la presentazione di Con i nonni è più bello, approfondiamo il lavoro di scrittura e il rapporto fra musica, immagini e famiglie. Ideazione, testi e direzione artistica sono curati da Antonio Capriotti; musica, arrangiamenti, parti strumentali e voce cantata sono realizzati con strumenti di intelligenza artificiale, secondo i crediti forniti dall'autore.

Quale idea di musica per i più piccoli volevi realizzare fin dall'inizio?

Fin dall'inizio, ho immaginato una musica capace di accompagnare i bambini nei loro piccoli momenti quotidiani, attraverso melodie allegre, semplici da ricordare e da cantare, ma soprattutto attraverso canzoni che avessero qualcosa da raccontare. Non volevo creare soltanto brani divertenti da ascoltare, ma piccole storie musicali nelle quali i bambini potessero riconoscere situazioni, emozioni ed esperienze vicine al loro mondo.

Credo che nei primi anni di vita la musica abbia un valore speciale: una melodia può suscitare curiosità, una parola può diventare una scoperta e una semplice canzone può trasformarsi in un'occasione per imparare qualcosa di nuovo, quasi senza accorgersene. Per questo cerco di unire il divertimento a piccoli messaggi positivi, senza mai perdere quella leggerezza e spontaneità che appartengono all'infanzia.

Con Ananawi, ogni canzone nasce con l'intenzione di avere una propria identità, una storia e un'atmosfera diversa. Anche l'animazione ha un ruolo importante in questo percorso: attraverso personaggi, colori e piccole avventure, le melodie prendono vita e le storie diventano ancora più coinvolgenti. Mi piace pensare che i bambini possano affezionarsi ai protagonisti, riconoscersi nelle loro esperienze e ritrovare in ogni video qualcosa di familiare, ma anche di sorprendente.

Il mio desiderio è che queste melodie non si esauriscano nel momento dell'ascolto, ma possano continuare a vivere nella quotidianità delle famiglie: magari canticchiate durante un gioco, un viaggio in macchina o un momento trascorso insieme. Perché credo che le canzoni più belle per i bambini siano proprio quelle che, con semplicità, riescono a diventare parte dei loro ricordi.

In "Con i nonni è più bello", come hai trasformato il rapporto fra generazioni in una canzone che possa coinvolgere bambini e adulti?

Il titolo "Con i nonni è più bello" racchiude già il messaggio che volevo trasmettere: le cose più semplici, come giocare, cantare, passeggiare o trascorrere del tempo insieme, diventano ancora più speciali quando vengono condivise con i nonni.

Ho voluto trasformare questo sentimento in una canzone allegra, dolce e facile da ricordare, che i bambini potessero cantare divertendosi e che, allo stesso tempo, riuscisse a emozionare anche gli adulti.

Questa canzone ha però un significato ancora più personale per la nostra famiglia, perché i protagonisti del video animato sono proprio i bisnonni di mia figlia. Attraverso l'animazione ho voluto renderli parte di questo piccolo mondo musicale, trasformando persone reali e affetti familiari in personaggi capaci di raccontare una storia universale.

È un modo per celebrare non soltanto il rapporto tra nonni e nipoti, ma anche quello tra generazioni ancora più lontane, che hanno tanto da insegnarsi e da regalarsi reciprocamente.

Credo che sia proprio questa la forza della canzone: i bambini possono divertirsi con la musica e i personaggi, mentre gli adulti possono ritrovare in quelle immagini e parole qualcosa della propria famiglia.

In fondo, "Con i nonni è più bello" vuole raccontare una cosa molto semplice: non è tanto quello che facciamo a rendere speciale un momento, ma le persone con cui lo condividiamo.

Come lavori su parole, ritmo e ripetizioni per rendere un brano semplice da cantare senza rinunciare alla qualità della scrittura?

Scrivere una canzone per bambini piccoli può sembrare semplice, ma in realtà richiede molta attenzione. La vera sfida è riuscire a comunicare qualcosa attraverso poche parole, mantenendo un equilibrio tra semplicità, musicalità e significato.

Per Ananawi parto sempre dal testo. Prima ancora di pensare alla musica, cerco di costruire una piccola storia, un'emozione o un messaggio che possa arrivare in modo naturale ai bambini.

Dedico molta attenzione alla scelta delle parole, privilegiando frasi brevi, rime armoniose e un linguaggio semplice, vicino al mondo dei più piccoli. Ogni verso deve essere facile da comprendere, ricordare e soprattutto cantare.

Una volta che il testo comincia a prendere forma, inizio a canticchiarlo mentalmente, cercando di immaginare il ritmo e stabilire il tempo musicale più adatto. È un passaggio molto importante del mio processo creativo, perché mi permette di capire se le parole scorrono naturalmente, se le rime funzionano e se il ritornello ha la giusta musicalità.

Le ripetizioni sono fondamentali, soprattutto per i bambini da uno a cinque anni. Un ritornello semplice e riconoscibile permette loro di familiarizzare con la canzone, anticipare le parole e partecipare, anche quando stanno ancora imparando a parlare.

Solo quando sento che testo e ritmo funzionano insieme passo alla produzione musicale, cercando una melodia e un arrangiamento che valorizzino ciò che ho immaginato.

Un altro aspetto importante è la componente visiva. Poiché le nostre canzoni sono accompagnate da video animati, cerco di immaginare già durante la scrittura come i personaggi potranno interpretare ciò che viene raccontato.

Per me una buona canzone per bambini deve essere semplice da cantare, ma mai superficiale. Dietro poche parole devono esserci attenzione, sensibilità e una precisa intenzione creativa.

Dal testo alla registrazione finale, quali scelte curi personalmente e in quali passaggi usi gli strumenti di intelligenza artificiale? Puoi raccontarci un esempio concreto di revisione o scelta creativa?

L'intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per chi, come me, porta avanti un progetto creativo indipendente. Mi permette di trasformare idee e intuizioni in produzioni musicali e audiovisive che, fino a pochi anni fa, avrebbero richiesto risorse molto più grandi.

Il mio ruolo è quello di guidare personalmente ogni fase creativa, definendo l'identità musicale e visiva dei contenuti. L'intelligenza artificiale mi offre gli strumenti per realizzare ciò che immagino, ma le scelte artistiche, le revisioni e l'approvazione del risultato finale spettano sempre a me.

Una delle fasi più impegnative è proprio il perfezionamento. Per ogni canzone genero sempre numerose versioni, spesso decine, prima di arrivare al risultato definitivo. A volte la melodia funziona, ma la voce non trasmette l'emozione desiderata; altre volte il ritmo o l'arrangiamento non rispecchiano ciò che avevo in mente. In questi casi modifico le indicazioni, sperimento nuove soluzioni e confronto attentamente i risultati fino a trovare quello che mi convince davvero.

Lo stesso vale per i video animati: curo la scelta dei personaggi, le ambientazioni, la coerenza delle immagini e il montaggio, affinché ogni scena accompagni naturalmente la musica e contribuisca a raccontare la storia.

Credo che il vero valore dell'intelligenza artificiale non sia sostituire la creatività umana, ma amplificarne le possibilità. La tecnologia può generare infinite alternative, ma sono la sensibilità, l'intuizione e le decisioni personali a trasformarle in qualcosa che abbia una propria identità.

Quali storie o temi vorresti affrontare nei prossimi lavori, e quale rapporto speri di costruire con chi ascolta Ananawi?

Il mio desiderio è continuare a creare canzoni che sappiano divertire, ma anche insegnare qualcosa. Ogni brano di Ananawi deve raccontare una storia diversa, con un proprio significato e un piccolo insegnamento che i bambini possano portare con sé nella vita quotidiana.

Un esempio che possiamo citare è "Metti qua, metti là", la nostra ultima canzone pubblicata, che affronta il tema del riordino, trasformando un'abitudine importante, come rimettere a posto i propri giochi, in un momento allegro e coinvolgente. È proprio questo il percorso che vorrei continuare a seguire: affrontare temi educativi attraverso storie, personaggi e melodie capaci di incuriosire i più piccoli.

Vorrei che ogni nuova canzone fosse una scoperta, sempre diversa dalla precedente, ma riconoscibile nei valori e nello spirito di Ananawi. Il mio obiettivo è costruire un rapporto di fiducia con i genitori e un legame speciale con i bambini, accompagnandoli nella crescita attraverso la musica.

In fondo, tutto nasce dal desiderio di regalare un sorriso. E se attraverso quel sorriso riusciamo anche a trasmettere un piccolo insegnamento, allora Ananawi ha raggiunto il suo scopo.

Il progetto e i crediti

  • Ideazione, testi, produzione e direzione artistica: Antonio Capriotti.
  • Musica, arrangiamenti, parti strumentali e voce cantata: realizzati con strumenti di intelligenza artificiale, secondo la dichiarazione dell'autore.
  • Immagine: Ananawi — immagine ufficiale fornita e autorizzata da Antonio Capriotti.

La scheda di Ananawi · Con i nonni è più bello su Spotify · Sito ufficiale · YouTube.

Intervista scritta ad Antonio Capriotti. La prima risposta è la versione definitiva inviata dall'autore; le altre quattro sono pubblicate con la sua autorizzazione. I crediti e il processo creativo descritti sono dichiarazioni dell'autore.

Fonti ufficiali

Verifica: 27 ottobre 2026. Consulta le fonti per gli aggiornamenti.

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