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Giuna: Pessima Reputazione, ironia e il coraggio di ricominciare

Sei risposte della cantautrice ligure sul rapporto fra musica e informatica, le aspettative degli altri e la ricerca di una voce personale.

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29 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Giuna: Pessima Reputazione, ironia e il coraggio di ricominciare — immagine editoriale
Foto: Germano Canessa

Giuna è una cantautrice ligure che intreccia pop, rock ed elettronica. Diplomata in vocalità jazz e laureata in informatica, porta nella scrittura quotidiana ironia e vulnerabilità. Il suo singolo Pessima Reputazione, uscito il 16 ottobre 2026, affronta la distanza tra ciò che siamo e l’immagine che gli altri costruiscono di noi.

Nelle sei risposte a Radio9 racconta il proprio percorso di formazione, il confronto con le aspettative e il desiderio di dare spazio alla musica. La prima risposta è pubblicata nell’estratto concordato con l’artista.

Come si è sviluppato il tuo percorso tra musica e informatica?

Mi sono avvicinata alla musica a dieci anni e, durante il liceo, ho frequentato scuole di musica e suonato in diversi gruppetti. Dopo il diploma mi sono iscritta a informatica, ma dopo appena tre mesi ho capito che non era quella la mia strada e ho scelto di seguire la musica, iscrivendomi al Conservatorio. Mi sono diplomata in vocalità jazz ma, quando i progetti che avevo immaginato sono naufragati, la paura ha preso il sopravvento. Così sono tornata sui miei passi, mi sono iscritta nuovamente ad informatica e ho conseguito la laurea.

Nei tuoi testi convivono ironia e vulnerabilità. È un equilibrio che cerchi consapevolmente oppure nasce spontaneamente quando scrivi?

Gli artisti sono prima di tutto persone e la mia musica è il riflesso diretto e autentico della mia personalità. Non cerco consapevolmente questo equilibrio: nasce spontaneamente, perché sono fatta così. La mia scrittura è quotidiana, introspettiva, a volte anche molto profonda, ma ho bisogno di bilanciarla con una buona dose di leggerezza e ironia. La vita è già abbastanza dura di suo, pur essendo meravigliosa: meglio non appesantirla più del necessario. ;p

Quando si decide di ricominciare ci si trova spesso a fare i conti con le aspettative degli altri e con la sensazione di essere magari "in ritardo". Quanto hanno pesato per te il giudizio esterno e il confronto con chi ha seguito un percorso più lineare?

Credo che tutti noi (chi dice il contrario sono sicura che menta! XD) facciamo i conti ogni giorno con i pregiudizi e le aspettative che gli altri proiettano su di noi. Per quanto mi riguarda, fino a un certo punto della mia vita mi sono sempre sentita sul pezzo: sono un'Ariete, la proattività è la mia specialità! Da qualche tempo, invece, la sensazione di essere in ritardo mi accompagna spesso, a volte anche troppo. Il lavoro che ho fatto su me stessa, però, mi ha aiutata a riconoscere questa sensazione senza permetterle di prendere il sopravvento. Perché il confronto con gli altri e con i percorsi che sembrano più lineari è inevitabile, ma non significa che esista una sola strada giusta o una tabella di marcia valida per tutti. Credo che non sia mai troppo tardi per seguire la propria natura, coltivare i propri talenti e, soprattutto, tornare a stare bene con se stessi. Io l'ho capito a 35 anni. Avrei voluto capirlo prima ma si vede che non era ancora il mio momento e oggi sono grata di averlo capito. E, se c'è una cosa che sto imparando, è che non conta soltanto quanto tempo ci mettiamo ad arrivare, ma anche il coraggio di concederci finalmente la possibilità di farlo.

Ci hai raccontato che vorresti arrivare anche a persone che stanno vivendo situazioni simili alla tua. C'è una tua canzone, o magari un verso, nel quale senti che questa parte della tua storia emerge più chiaramente? E cosa vorresti provasse chi lo ascolta?

Il 16 ottobre è uscito il mio ultimo singolo, Pessima Reputazione, che racconta il fastidio di vedersi cucire addosso un'immagine che non ci appartiene. Con un'ironia pungente e una buona dose di pessimismo e insofferenza, affido alla musica una sensazione che mi è capitato di provare: quella di essere vista come un problema, quando forse il problema era nello sguardo di chi mi guardava. Nel ritornello, questa dinamica prende forma all'interno di una relazione di coppia, che può attraversare fasi diverse, anche molto difficili. A volte le fragilità dell'altro vengono proiettate su di noi, le parole lasciano spazio al silenzio e l'accoglienza, di cui tutti abbiamo bisogno, cede il posto all'ostilità. Non credo che tutto possa essere ridotto a una questione di torti e ragioni. Vorrei che chi ascolta si sentisse meno solo nel vivere queste situazioni e ricordasse che attraversare momenti difficili è normale: la vita è un'altalena. E che, anche quando è complicato, vale la pena provare a restare in ascolto dell'altro, con gli strumenti che abbiamo, senza smettere di ascoltare anche noi stessi.

Se potessi parlare oggi alla Giulia che lavorava nell'informatica e che forse non aveva ancora avuto il coraggio di fare certe scelte, cosa le diresti? E qual è invece il prossimo traguardo che vorresti raggiungere con la musica?

Alla Giulia di allora direi che non è egoismo guardarsi dentro e provare ad assecondare i propri desideri e bisogni. Credo che si sia sviluppata un po' troppo la brutta abitudine di pensare che, diventando adulti, si debba rinunciare a una parte di sé per aderire a ciò che la società si aspetta da noi. Come se crescere significasse necessariamente mettere da parte quello che ci fa stare bene. Non mi reputo una sovversiva ma credo che concederci un po' più di spazio per essere ciò che siamo e fare ciò che ci fa sentire vivi ci renderebbe persone più serene e, di conseguenza, ci permetterebbe di offrire agli altri una parte migliore di noi stessi. Per quanto riguarda la musica, tutti i miei obiettivi fanno parte di un progetto più grande: raggiungere la felicità. Certo, vorrei far arrivare le mie canzoni a sempre più persone, trovare interlocutori che credano nel mio progetto e costruire un percorso artistico che mi permetta di esprimermi davvero. Ma, al di là dei singoli traguardi, quello che desidero è guardarmi indietro e sentire di aver dato una possibilità concreta a una parte fondamentale di me. E, soprattutto, continuare a sentirmi felice della strada che sto percorrendo.

E infine, al netto del lavoro, della musica, delle scelte fatte e di tutto quello che ci hai raccontato: chi è Giulia oggi? Se togliessimo per un momento tutte le etichette, quali sono le cose che senti ti rappresentino davvero?

Giulia oggi è una persona che ha raggiunto una certa serenità emotiva. Non significa che abbia tutte le risposte o che non attraversi più momenti difficili, ma ha imparato a stare meglio con se stessa e con il mondo che la circonda. Credo che questa serenità abbia cambiato anche il mio modo di guardare gli altri. Oggi mi viene spontaneo augurare a tutte le persone di poter raggiungere una condizione simile alla mia, di trovare il proprio equilibrio e di stare bene con se stesse. Quando stiamo meglio dentro di noi, forse riusciamo anche a stare meglio gli uni con gli altri. Se devo togliere tutte le etichette, credo che oggi mi rappresenti proprio questo: il desiderio di stare sempre bene e di augurare sinceramente agli altri di poter fare altrettanto.

Ascolta Pessima Reputazione · Il sito di Giuna · La scheda artista.

Intervista scritta concessa a Radio9. L’estratto della prima risposta e l’uso editoriale delle risposte e della fotografia sono stati approvati dall’artista. Foto: Germano Canessa.

Fonti ufficiali

Verifica: 29 ottobre 2026. Consulta le fonti per gli aggiornamenti.

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