Interviste / Artisti e storie
Giuseppe Mercante: “Il Cameriere”, trent’anni di musica e voglia di partire
La scrittura prima del servizio, i viaggi e la registrazione con Félix Ortali: Giuseppe Mercante racconta la storia di “Il Cameriere” in cinque risposte.
Redazione Radio9
10 ottobre 2026 · 6 min di lettura

“Il Cameriere” nasce negli anni Novanta, prima del servizio di mezzogiorno in un ristorante del sud Italia, e arriva alla pubblicazione ufficiale il 9 ottobre 2026. Nelle risposte a Radio9, Giuseppe Mercante torna a quel giorno, al desiderio di partire e a una canzone rimasta con lui per oltre trent’anni.
Il cantautore italiano, oggi residente in Corsica, racconta anche la collaborazione con Félix Ortali: dalla prima esecuzione con la chitarra acustica al master ufficiale. È un’intervista sul rapporto tra musica, ricordi e libertà, costruita sulle sue risposte scritte.
1. Qual è stato il momento che ti ha fatto scegliere di intraprendere il tuo percorso musicale?
La musica ha sempre fatto parte della mia vita, fin da quando ero bambino. Appartengo alla generazione cresciuta con il rock'n'roll degli anni Sessanta, seguita poi dal rock, dal soul e dalla musica pop. Erano gli anni dei grandi concerti, del movimento hippie, di una musica che rappresentava libertà, cambiamento e voglia di vivere.
Ho assorbito tutte queste influenze musicali e, un mattino, all'età di diciotto anni, ho deciso di imparare a suonare la chitarra. È stato il mio primo vero passo nel mondo della musica, un mondo che non ho mai smesso di amare.
2. Che cosa ricordi del giorno in cui hai scritto “Il Cameriere”, prima del servizio di mezzogiorno?
Il lavoro era intenso, ma altrettanto forte era la voglia di partire. Sognavo di prendere la mia chitarra e perdermi lungo le strade del mondo, senza una destinazione precisa.
Ero appena tornato da quasi tre anni trascorsi negli Stati Uniti, dove avevo avuto l'occasione di conoscere e frequentare grandi musicisti. A Bari avevo incontrato anche alcuni giovani musicisti e il desiderio di comporre era nato in modo del tutto naturale.
Quel giorno, poco prima del servizio di mezzogiorno, ho scritto “Il Cameriere” quasi senza pensarci. Le parole sono affiorate spontaneamente nella mia mente, come se fossero già lì, in attesa di essere scritte.
La sera, tornando a casa dopo il lavoro, ho preso la chitarra e la musica è arrivata quasi da sola, adattandosi alle parole con una naturalezza sorprendente.
“Il Cameriere” era nato.
3. Dopo oltre trent'anni, che cosa è cambiato nel tuo rapporto con questa canzone e con il desiderio di partire che racconta?
Dopo tutti questi anni trascorsi a viaggiare per il mondo e a incontrare altri musicisti, la musica non mi ha mai abbandonato.
Di tanto in tanto, soprattutto nei momenti di nostalgia, riprendevo la chitarra e cantavo “Il Cameriere”. Ma questa canzone era rimasta una semplice registrazione amatoriale, un brano che interpretavo da solo, accompagnandomi con la chitarra acustica.
Ogni volta che la canto, torno con la memoria a quel periodo della mia vita, agli anni Novanta, nel Sud Italia, quando tutto sembrava succedere così velocemente e il desiderio di partire era sempre presente.
Poi, dopo più di trent'anni, è arrivato un momento inaspettato. Il mio amico e musicista Félix Ortali, con il quale mi esibisco durante serate di intrattenimento musicale, un giorno mi ha chiesto se avessi mai composto qualcosa di mio.
Gli ho fatto ascoltare “Il Cameriere” e lui, senza esitare, mi ha proposto di registrarla.
È stato come ritrovare una parte della mia vita che avevo custodito per tanti anni. Il desiderio di partire, forse, oggi ha un significato diverso, ma lo spirito di libertà che ha fatto nascere questa canzone è rimasto lo stesso.
4. Come hai lavorato con Félix Ortali per dare forma al master ufficiale, dalla voce agli arrangiamenti?
Il lavoro in studio è un'esperienza molto particolare. Richiede tempo, pazienza e tante ore passate a ripetere, ascoltare e perfezionare le stesse parti di una canzone.
Avevo già avuto modo di conoscere questo ambiente quando suonavo e cantavo nel gruppo di country music “Kentucky Country Band”, in Belgio, con il quale ho registrato tre CD in uno studio professionale.
Per “Il Cameriere”, invece, abbiamo lavorato nell'home studio di Félix Ortali.
All'inizio ho suonato e cantato il brano accompagnandomi con la chitarra acustica, proprio come avevo sempre fatto. Partendo da questa versione, Félix ha registrato al computer, utilizzando un software musicale, tutte le parti strumentali: chitarra acustica, chitarra elettrica, basso e batteria.
Una volta costruita la base musicale, ho aggiunto una breve parte di tastiera e registrato la mia voce.
A quel punto abbiamo riascoltato il brano, apportando le correzioni necessarie e perfezionando il risultato finale. Félix si è poi occupato del missaggio e del mastering.
È stato un lavoro di collaborazione che ha permesso a una canzone nata tanti anni fa con una semplice chitarra acustica di prendere finalmente la forma di una vera produzione musicale, realizzata con strumenti musicali autentici, suonati da musicisti in carne e ossa, senza alcun utilizzo dell'intelligenza artificiale, mantenendo intatta la sua identità originale.
5. Che cosa vorresti che restasse di questa canzone a chi la ascolta oggi?
Vorrei che chi ascolta “Il Cameriere” potesse ritrovare, anche solo per qualche minuto, quella voglia di libertà e di evasione che mi ha accompagnato quando l'ho scritta.
Credo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di lasciare tutto, prendere una valigia e partire verso un luogo dove il cielo è sempre azzurro, il mare è blu e il sole ci scalda la pelle.
Questa canzone è nata da quel desiderio. Non vuole trasmettere un messaggio complicato, ma semplicemente far sognare, sorridere e, magari, risvegliare in qualcuno la voglia di realizzare un sogno rimasto troppo a lungo nel cassetto.
Perché, in fondo, non si è mai troppo grandi per continuare a sognare.
I crediti del master ufficiale
Testo e musica, voce e tastiera: Giuseppe Mercante. Arrangiamenti, strumentazione, cori, produzione, mix e mastering: Félix Ortali. Distribuzione digitale: TuneCore. Copertina ufficiale: fornita e autorizzata da Giuseppe Mercante.
Secondo la dichiarazione dell’artista, il master originale ufficiale è stato realizzato senza intelligenza artificiale. La successiva versione alternativa, rielaborata da Raul con voce e realizzazione musicale generate con AI, è distinta dall’uscita distribuita ufficialmente. I collegamenti qui sotto rimandano al master ufficiale.
“Il Cameriere” su Spotify · “Il Cameriere” su Apple Music
Intervista raccolta via email da Radio9. Risposte e copertina utilizzate con l’autorizzazione di Giuseppe Mercante.
Fonti ufficiali
Verifica: 13 ottobre 2026. Consulta le fonti per gli aggiornamenti.


