Interviste / Artisti e storie
Morgana: “Stupida Follia” e il punto da cui ripartire
Marco Poli racconta il passaggio dalle cover agli inediti, il lavoro con Giuseppe Capriati e una canzone che attraversa la perdita cercando un senso di pace.
Redazione Radio9
10 ottobre 2026 · 5 min di lettura

Una storia d’amore che finisce, il vuoto lasciato da una persona cara e il tentativo di andare avanti: “Stupida Follia” tiene insieme più letture. Il singolo dei Morgana, pubblicato il 30 gennaio 2026 e tratto dall’album “MEMORIEILLUSIONI”, è il punto di partenza di questa conversazione scritta con Marco Poli.
Oggi il progetto è formato da Marco, voce e chitarra, e Giuseppe Capriati, pad e batteria. Nelle risposte per Radio9, Marco torna alla decisione di abbandonare il repertorio di cover e racconta un lavoro costruito attraverso il confronto, con il contributo del produttore Raffaele Montanari.
1. Qual è stato il momento che vi ha fatto scegliere di intraprendere questo percorso musicale?
Il nostro progetto è nato nel 2003 come cover band, ma c’è stato un momento preciso in cui abbiamo deciso di puntare tutto sulle nostre canzoni. È successo dopo un live senza infamia e senza lode, una serata come tante, durante la quale però la soddisfazione di proporre un nostro brano inedito ha superato di gran lunga quella di suonare un intero repertorio di cover. Da lì abbiamo capito che era quella la strada che volevamo percorrere e abbiamo deciso di voltare pagina. Sono passati tanti anni, ma è una scelta di cui non ci siamo mai pentiti e che continua a guidare il nostro percorso ancora oggi.
2. Da quale esperienza o idea è nata “Stupida Follia”?
Come spesso accade nella scrittura di una canzone, la parte più difficile è trovare l’argomento giusto, il nucleo emotivo attorno al quale costruire tutto il brano. Per Stupida Follia siamo partiti da una domanda: che cosa succede a chi rimane dopo aver perso qualcuno?
La cosa che ci piace di più di questa canzone è che offre diversi livelli di lettura. Il più immediato è quello di una storia d’amore che finisce e del tentativo di rimettere insieme i pezzi. Ma c’è anche una lettura più profonda e dolorosa, legata alla perdita di una persona cara e alla difficoltà di trovare la forza per continuare a vivere dopo un lutto.
In questa prospettiva, la “stupida follia” diventa quasi un pensiero estremo, un’ipotesi che può affacciarsi nella mente di chi sta soffrendo, ma anche il punto da cui provare a ripartire. La scintilla è stata proprio questa: riflettere su quanto possa essere fragile il confine tra la fine di una relazione e una perdita vissuta come definitiva, e su come chi rimane debba fare i conti con il proprio dolore e con ciò che riesce a sopportare.
3. Quali artisti hanno influenzato maggiormente il suono dei Morgana?
Abbiamo sempre pensato che il suono dei Morgana sia il risultato dell’incontro tra le personalità e i gusti musicali di tutti i componenti che hanno fatto parte della band nel corso degli anni. Si va dalla passione di Beppe per i Queen al mio amore per la scrittura di Luciano Ligabue, che è stato un riferimento importante per me, fino alle influenze portate dagli altri musicisti che hanno condiviso questo percorso con noi.
Più che riconoscerci in un unico modello, crediamo che la nostra identità sia nata proprio dalla capacità di accogliere sensibilità diverse, anche lontane tra loro, e trasformarle in qualcosa di personale. È un’identità che nel tempo si è evoluta e che oggi continuiamo a custodire, cercando sempre di farla crescere senza perdere ciò che ci rende riconoscibili.
4. Oggi il progetto è formato da te e Giuseppe: come lavorate insieme, dalla scrittura alla realizzazione di un brano?
La scrittura dei testi è affidata principalmente a me, così come la ricerca delle melodie, ma lo sviluppo dei brani è un processo che seguiamo insieme, passo dopo passo. Dall’arrangiamento alla scelta dei suoni, le decisioni sono sempre condivise e nascono dal confronto tra le nostre idee, che non sempre coincidono al primo colpo! Ma è proprio questo scambio, anche quando ci porta a discutere un po’, a permetterci di trovare soluzioni che da soli probabilmente non avremmo immaginato.
In questo percorso è fondamentale anche il contributo di Raffaele Montanari, il nostro produttore discografico. In questa occasione è stato coinvolto ancora più direttamente nella costruzione del brano, partecipando all’arrangiamento e suonando anche alcune parti. Il risultato è quindi frutto di un lavoro condiviso, nel quale ognuno porta la propria sensibilità e le proprie competenze.
5. Che cosa vorreste che restasse di questa canzone a chi la ascolta?
Ci piacerebbe che Stupida Follia lasciasse qualcosa anche dopo la fine dell’ascolto. La canzone ha una veste musicale più scanzonata, ma racconta emozioni profonde, quelle che rimangono quando qualcuno se ne va e ci si ritrova a fare i conti con un vuoto difficile da colmare.
Ci piacerebbe che questo contrasto arrivasse a chi ascolta, magari non subito e non necessariamente nello stesso modo per tutti. Che rimanesse una sensazione, una domanda, qualcosa di incompiuto che ognuno possa riempire con la propria esperienza e il proprio vissuto.
Soprattutto, vorremmo che, anche attraversando emozioni dolorose, alla fine restasse un senso di pace. Non la pretesa di avere tutte le risposte o di riuscire a dare un significato a ogni perdita, ma la possibilità di accettare che alcune ferite facciano parte di noi e che, anche da lì, si possa trovare un modo per andare avanti.
Il progetto
Morgana: Marco Poli, voce e chitarra; Giuseppe Capriati, pad e batteria. Produzione discografica: Raffaele Montanari, con contributi all’arrangiamento e all’esecuzione di “Stupida Follia”.
Sito ufficiale dei Morgana · Tutti i collegamenti ufficiali dei Morgana
Intervista raccolta via email da Radio9. Risposte pubblicate con l’autorizzazione di Marco Poli.
Fonti ufficiali
Verifica: 13 ottobre 2026. Consulta le fonti per gli aggiornamenti.


