Interviste / Artisti e storie
SIMOCENTRICO: “Hunger & Mourning”, la voce e il desiderio di ritrovarsi
Angelo Licalzi racconta le due parti dell’album, le influenze e il processo creativo con ChatGPT e Suno. Cinque domande su scrittura, voce e identità.
Redazione Radio9
13 ottobre 2026 · 6 min di lettura

SIMOCENTRICO è il progetto indipendente di Angelo Simone Licalzi, con base a Siracusa. L’album di debutto “Hunger & Mourning”, uscito il 9 ottobre 2026, raccoglie venti brani tra alternative electropop, synth-pop e dark pop.
Nel disco convivono due movimenti: la fame di vita e il confronto con ciò che si è perso. In questa intervista Angelo ci racconta come sono nati l’album e “I Want to Want”, quali ascolti accompagnano il suo percorso e come lavora con gli strumenti generativi. ChatGPT lo aiuta nella scrittura e nella preparazione dei prompt; Suno interviene sulla produzione e su una voce ottenuta trasformando e clonando sue registrazioni vocali.
L’intervista
1. Qual è stato il momento che ti ha fatto scegliere di intraprendere il tuo percorso musicale e dare vita a SIMOCENTRICO?
Ho sempre amato la musica, che considero anche terapeutica. Da bambino ho fatto qualche lezione di canto e, da adulto, ho studiato chitarra per quasi un anno. Gli ultimi tre anni sono stati impegnativi e avevo tante cose da dire. Quasi per gioco, con Suno e l’aiuto di ChatGPT, ho creato un brano ispirato a quel periodo. Ne sono rimasto colpito e ho pensato: «Tiriamo fuori tutto quello che non riesco a dire ad alta voce».
Anche il nome SIMOCENTRICO viene da lontano: Simone è il mio secondo nome, ma mi chiamano così tutti da quando sono nato. Da anni gli amici usano “simocentrico” scherzosamente, per descrivere qualcosa che è molto da Simone, e quel nome è diventato il mio nome sui social. Quando ho iniziato a immaginare di fare musica, mi è sembrato naturale chiedermi quale nome d’arte potesse essere più mio.
2. Come sono nate le due parti di “Hunger & Mourning”, e perché hai scelto “I Want to Want” per presentare il disco?
Brano dopo brano mi rendevo conto di avere dentro molta rabbia, ma anche molta fame di vita. Allo stesso tempo stavo affrontando qualcosa che sentivo vicino a un lutto. Scrivendo, ho capito che ciò che avevo perso era il rapporto con me stesso e con l’identità in cui mi riconoscevo. La psicoterapia, che cito anche nell’album, e tante canzoni finite mi hanno aiutato a vedere che fame e lutto non si escludono: non posso vivere soltanto nell’una o nell’altro, ma possono convivere nella stessa persona, se vengono entrambe accolte. Da qui sono nate le due parti del disco: Hunger parla di Mourning e Mourning parla di Hunger, proprio per tenere insieme questi due movimenti.
I Want to Want è stato, paradossalmente, l’ultimo brano che ho scritto. Uscivo da una seduta di terapia e, mentre tornavo a casa in macchina, pensavo che mancasse una canzone proprio su quel momento: sulla domanda scomoda «Come stai?», su «Che cosa vorresti?» e su quella risposta che a volte tarda ad arrivare. Sono corso a casa e mi sono messo a lavorarci. La tracklist era già pronta, ma sentivo che mancava un brano forte, capace di arrivare sia musicalmente sia con il testo. Nato quasi per caso, I Want to Want è diventato il pezzo che rappresentava meglio quel momento e l’album, nelle parole e nella musica.
3. Quali esperienze e influenze musicali senti più vicine al suono e alla scrittura dell’album?
Amo la musica e cerco di apprezzare produzioni diverse, perché immagino quanto lavoro ci sia dietro ciascuna. Se penso alle mie influenze, direi senza dubbio Elisa, che ascolto dai primi album, Madonna, Allie X, IAMX, Mansionair, Subsonica e XXXTentacion. Amo il synth-pop e mi piace quando l’elettronica diventa pop nell’accezione positiva del termine. Per me l’elettronica spesso resta un linguaggio di nicchia; quando riesce a raggiungere un pubblico più ampio, assume una forma diversa. Intendo pop nel senso di popolare.
4. Come costruisci concretamente un brano, dal testo alla voce e alla produzione? Quali strumenti di AI utilizzi e per quali parti? La voce pubblicata è una tua registrazione, una voce trasformata o clonata, oppure una voce generata?
Parto da un’idea che condivido con ChatGPT, che ormai mi conosce quasi meglio dei miei amici. Da lì lavoriamo sul testo: abbozzo quello che voglio raccontare e ChatGPT mi aiuta a trasformarlo in parole. Poi cerco di capire come rendere in musica ciò che ho in testa e come vorrei che arrivasse: catchy, sensuale, elettro-dark, accattivante… La mia idea musicale prende forma in un prompt che ChatGPT mi aiuta a preparare per Suno.
Per la voce, parto da registrazioni della mia voce, che Suno trasforma e usa per creare una versione clonata. Se il risultato non mi convince, cerco di intervenire sull’intonazione e di perfezionarlo. Per me è importante che voce e produzione si fondano: non voglio l’effetto di una voce registrata sopra una base, come in un karaoke, ma un brano in cui tutto sembri parte dello stesso mondo sonoro, curato e coerente.
5. Che cosa vorresti che restasse dell’album a chi lo ascolta?
Quando ho scritto questi brani, a un certo punto non volevo più soltanto raccontare il mio stato d’animo né parlare di me e delle cose che avevo attraversato. Alcuni sono nati proprio dal desiderio che chi li ascolta si senta capito e pensi: «È esattamente così che mi sento».
In certi pezzi parlo di depressione senza nominarla direttamente; in altri, di corpi usati per riempire un vuoto, pur sapendo che quell’incontro servirà solo a quello, o del desiderio di sentirsi importanti anche soltanto per un’ora. Ho cercato parole e immagini in cui potesse ritrovarsi chi conosce queste sensazioni, anche partendo da esperienze diverse dalle mie. Non volevo più soltanto raccontare il mio dolore: volevo dare spazio anche a chi magari non riesce a esprimerlo.
Ascolto e crediti
Ascolta “Hunger & Mourning” su Spotify · Ascolta “I Want to Want” · Instagram ufficiale
- Composizione e testi: Angelo Simone Licalzi (con il supporto di ChatGPT).
- Produzione: SIMOCENTRICO (AI-generated).
- Voce: derivata da registrazioni vocali di Angelo Licalzi trasformate e clonate tramite Suno.
- Scrittura, produzione, selezione e direzione artistica: processo guidato da Angelo, con idee e successive correzioni.
- Copertina e immagine promozionale: Angelo Licalzi / SIMOCENTRICO, create con strumenti di AI sotto la direzione artistica dell’artista.
- Logo: SIMOCENTRICO.
Intervista scritta per Radio9. Risposte, immagini e crediti forniti dall’artista, con autorizzazione all’uso editoriale e alla relativa promozione sui canali web e social.
Fonti ufficiali
Verifica: 13 ottobre 2026. Consulta le fonti per gli aggiornamenti.


