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Stellar Dusk: Alexandre Chiaretto racconta “Gravity”

L’autore di Stellar Dusk racconta i testi, le scelte nella creazione con AI e il mastering di Gravity. Cinque domande, con un aggiornamento su Same Pulse.

Redazione Radio9
21 ottobre 2026 · 8 min di lettura

Stellar Dusk: Alexandre Chiaretto racconta “Gravity” — immagine editoriale
STELLAR DUSK — copertina generata con AI sotto la direzione artistica di Alexandre Chiaretto.

Stellar Dusk è il progetto indipendente francese di Alexandre Chiaretto, autore dei testi e direttore artistico. Con “Gravity” racconta l’amore come una forza invisibile capace di attraversare distanze, epoche e generazioni. La canzone e il videoclip nascono da un processo in cui la scrittura umana incontra strumenti di intelligenza artificiale: Alexandre firma le parole, guida la creazione di musica, voce e immagini e cura il montaggio del video.

Nelle risposte inviate a Radio9 spiega l’ordine concreto di questo lavoro, le versioni scartate e le decisioni che trasformano un risultato generato in una scena o in una canzone. Parliamo anche del mastering promozionale Radio Equilibre, che mantiene la composizione originale, e di “Same Pulse”, il passo successivo del progetto.

L’intervista ad Alexandre Chiaretto

1. Quale idea o esperienza ti ha portato a creare Stellar Dusk, e che cosa volevi raccontare con “Gravity”?

Ho cominciato a scrivere testi di canzoni in francese a 17 anni. Creare era già una passione e abbastanza presto ho iniziato anche a comporre da solo, sempre in francese, per il piacere di farlo. Ho continuato per qualche anno, poi la vita familiare e l’arrivo dei miei figli hanno preso il loro spazio.

Qualche tempo fa ho ripreso a creare con la voglia di esplorare qualcosa di diverso: una musica elettropop da ballare, sintetizzatori e melodie affidate a una voce femminile ariosa e sensuale. Per questa direzione musicale, le sonorità dell’inglese corrispondevano a quello che cercavo.

Stellar Dusk è nato anche dalla mia attrazione per il sogno e i viaggi immaginari. Mi piace far incontrare l’amore, le epoche, il passato, il presente e il futuro. Gli strumenti di intelligenza artificiale mi permettono di dare una forma musicale e visiva a idee che altrimenti avrebbero richiesto mezzi materiali considerevoli. Non eliminano tutti i vincoli, ma aprono un grande spazio alla mia immaginazione. Per me Stellar Dusk rappresenta questo viaggio oltre la Terra, in mezzo all’universo.

Con “Gravity” volevo proprio dare all’attrazione amorosa una dimensione cosmica. La gravità diventa la metafora di quella forza invisibile che ci attira verso qualcuno, ci lega a lui e a volte ci riporta da lui anche quando cerchiamo di allontanarci.

Attraverso il videoclip, questa idea si allarga ai legami che attraversano le epoche e le generazioni. Siamo esseri in mezzo all’universo, uniti dalle emozioni, dagli incontri e dalle storie che trasmettiamo. Questa “gravità amorosa” evoca per me ciò che permette all’umanità di continuare a costruirsi: amare, creare legami e trasmettere qualcosa di sé. Volevo esprimere proprio questo incontro fra l’intimo e l’infinito.

2. Scrivi personalmente i testi e hai immaginato la storia del videoclip: come è nato questo racconto, prima che entrassero in gioco musica e immagini?

Nel mio processo, in realtà, il racconto del videoclip viene dopo la canzone. Comincio sempre scrivendo e completando le parole. Poi lavoro con gli strumenti AI per sviluppare la direzione musicale: il ritmo, l’atmosfera, i tappeti di sintetizzatori e la voce. Faccio diversi tentativi, individuo quello che non mi convince e rielaboro le proposte per avvicinarmi a ciò che cerco.

Quando le parole e la musica si incontrano, mi fanno provare emozioni, sensazioni e immagini. È da lì che nasce il video.

All’inizio sono visioni o scene isolate. Sviluppandole e collegandole, una sceneggiatura prende forma poco alla volta. Questa trama guida poi la creazione delle immagini successive, ma continua anche a evolvere durante il lavoro.

Lavoro su ogni immagine, poi la faccio animare per ottenere un’inquadratura di qualche secondo. Sia l’immagine sia l’animazione richiedono spesso più tentativi: riprendo, preciso e rilancio la generazione perché il risultato si avvicini a quello che ho in mente.

Alcune sequenze spariscono, arrivano altre idee. È un po’ come lavorare a maglia: il video si costruisce gradualmente, immagine dopo immagine, inquadratura dopo inquadratura. L’AI permette di concretizzare le mie idee, ma ogni risultato richiede una decisione: tenerlo, modificarlo o scartarlo, e poi trovargli un posto nell’insieme.

3. Ci racconti una scelta concreta fatta durante la creazione: una versione scartata, una parte modificata o un risultato generato che hai deciso di conservare? Che cosa cercavi?

Una sequenza del mio lavoro visivo illustra bene questo processo: volevo un principe con il mantello, su un cavallo bianco al galoppo, con un castello da fiaba in lontananza. L’immagine era precisa nella mia mente, ma i primi risultati non corrispondevano a quella visione. Mancava precisione e soprattutto il galoppo non era naturale: i difetti della generazione erano troppo visibili.

Ho dovuto riprendere la sequenza almeno tre volte, rielaborando il movimento e i diversi angoli della macchina da presa. Cercavo di conservare la meraviglia della fiaba dando però al movimento una credibilità fisica. Anche in un universo fantastico voglio che lo spettatore possa credere a quello che vede.

In un’altra scena, una strega a terra raccoglie uno specchio per guardarsi. È stato necessario correggerne l’orientamento perché potesse vedere davvero il proprio riflesso. Anche la sua trasformazione in una donna anziana ha richiesto diversi tentativi per ottenere un effetto abbastanza fantastico e convincente.

C’è poi una scena in cui una giovane donna spinge la strega. La prima versione dava l’impressione di un gesto infantile, troppo delicato, seguito da una caduta poco credibile. Ho ripreso la sequenza per ottenere un gesto da adulta più deciso e una caduta più netta, come un’acrobazia cinematografica, con continuità fra la spinta e la perdita di equilibrio.

Un’immagine, quindi, può essere seducente senza funzionare all’interno di una scena. Osservo i gesti, i movimenti e la coerenza dell’azione, poi rielaboro quello che non serve alla mia intenzione.

4. Che cosa volevi ottenere con il mastering promozionale Radio Equilibre rispetto all’originale? Quali aspetti del suono erano importanti, conservando la stessa composizione?

Volevo dare a “Gravity” più potenza, contrasto e profondità, con un’energia che richiamasse maggiormente il club e la discoteca.

Cercavo bassi più saldi e un ritmo più incisivo, mantenendo però una voce chiara, presente, ariosa e sensuale. Volevo anche preservare le armonie, gli echi, i riverberi e gli slanci vocali, che contribuiscono all’emozione del brano.

I passaggi più intimi e i ritornelli dovevano conservare le loro differenze di intensità, così che la canzone respirasse e le crescite avessero senso. Dopo aver confrontato più versioni, compresa una direzione più spinta verso il club, ho preferito Radio Equilibre per il compromesso che rappresentava alle mie orecchie fra potenza, energia da ballare ed emozione.

La composizione resta la stessa. La mia intenzione era rafforzarne l’impatto sonoro preservando l’identità di “Gravity”.

5. Che cosa vorresti riconoscesse il pubblico nel tuo lavoro di autore e direttore artistico, e quale sarà il prossimo passo di Stellar Dusk?

Quello che conta di più per me è che la mia creazione possa toccare le persone. Creare è una passione e sentire che l’emozione che ci metto trova un’eco in qualcuno è ciò che mi anima.

Spiego volentieri il mio lavoro di autore e direttore artistico, ma la mia motivazione principale resta questo incontro con il pubblico, la possibilità di provare qualcosa insieme. Sono sempre stato guidato dall’emozione.

Il vostro interesse per Stellar Dusk ne è già un esempio concreto. Sapere che avete scelto la mia canzone e volete parlarne mi tocca molto. Attraverso il vostro sguardo e quello delle persone che la scopriranno, questa creazione assume un’altra vita. Non ci conoscevamo e oggi una canzone ci permette di comunicare: per me è la cosa più bella di questa avventura.

Il seguito è continuare a creare, canzone dopo canzone. Mi prendo il tempo di perfezionare ogni progetto: le parole, la musica e poi il video. Questo lavoro trova posto nella mia vita di famiglia. Mi occupo dei miei figli e vado avanti nei momenti disponibili, a volte per due o tre ore alla volta, nell’arco di più giorni o settimane.

Ho terminato una nuova canzone, “Same Pulse”, che parla anch’essa d’amore e la cui uscita su Spotify è prevista per il 21 ottobre 2026. Ho appena completato anche il videoclip, che conto di pubblicare prossimamente su YouTube.

Allego alcune immagini in anteprima di questo video. Potete usarle per accompagnare questo articolo e le relative pubblicazioni social, con il credito STELLAR DUSK, in modo non esclusivo e senza trasferimento di proprietà. Se desiderate scoprire la canzone, sarò felice di proporvi anche un ascolto privato.

Presenterò poi “Same Pulse” alle radio, ai media e alle playlist, con la stessa speranza: che la canzone tocchi delle persone e prenda vita attraverso questi incontri. Più avanti mi piacerebbe riunire le mie creazioni in un album, prendendomi il tempo di portare a termine ogni canzone.

“Same Pulse”: l’aggiornamento del 21 ottobre 2026

Le risposte precedono l’uscita. Successivamente Alexandre ha comunicato a Radio9 la pubblicazione di “Same Pulse”: al momento di pubblicare questa intervista sono disponibili il singolo su Spotify e il videoclip ufficiale su YouTube. È il nuovo capitolo annunciato nell’ultima risposta.

Ascolto e crediti

Ascolta “Gravity” su Spotify · Guarda il videoclip ufficiale · Scheda artista.

  • Autore dei testi e direzione artistica: Alexandre Chiaretto.
  • Musica e voce femminile: generate con strumenti di intelligenza artificiale sotto la sua direzione artistica.
  • Videoclip: storia, direzione della creazione delle immagini con AI e montaggio di Alexandre Chiaretto.
  • Radio Equilibre: mastering promozionale della stessa composizione; i collegamenti ufficiali di “Gravity” rimandano alla versione originale.
  • Copertina: STELLAR DUSK. Immagine generata con AI sotto la direzione del creatore; la figura rappresentata non è presentata come una cantante reale.

Intervista scritta per Radio9 con Alexandre Chiaretto. Le cinque risposte sono tradotte integralmente dal francese, rispettandone il significato. Testo, traduzione, immagini ufficiali e brevi estratti promozionali sono autorizzati dall’autore, con il credito STELLAR DUSK, senza esclusiva né trasferimento di proprietà.

Fonti ufficiali

Verifica: 21 ottobre 2026. Consulta le fonti per gli aggiornamenti.

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